MuseiMonumentiSpiritualitàTermeParchiEventiGastronomiaSportTrasporti
Musei e grotte preistoricheMonumentiSpiritualitàTermeParchi e oasi naturalisticheEventi

Enogastronomia

SportTrasporti

 

Monumenti

II Corpo di Guardia della Rocca di Cetona venne costruito dopo il 1500 innanzi all'antica porta del castello che rimase inglobata nella parte interna destra. Da qui, mediante rampa di accesso, si saliva alla piazza d'armi e al mastio. Originariamente il castello era difeso da almeno tre torri, ma gli eventi bellici ed il tempo hanno contribuito a ridurne il numero tanto che oggi ne resta solamente una, in pietra, peraltro molto rimaneggiata con l'aggiunta della copertura. Si tratta dell'antico mastio coronato da apparato a sporgere con beccatelli e da archetti in pietra a caditoie.

II Parco Terrosi - Nel 1750 il nobile cetonese Sallustio Terrosi inizio la costruzione del proprio palazzo demolendo una serie di canalini. Volendo dare un riferi-mento di prestigio alla propria casata, il Terrosi fece costruire una villa ed un parco d'oltre quindici ettari. Ma al momento della costruzione, la zona si presentava con una serie di canaloni ed un poggio in forte pendenza sulla cui sommità erano ancora in ruderi di una torretta d'avvistamento facente parte del sistema difensivo medievale. Sfruttando l'abbondante manodopera di cui disponeva, il Terrosi fece colmare i canaloni, procurandosi la terra con un ingegnoso sistema di gallerie su più livelli scavate sotto il colle di Cuculuzzo. In seguito, ottenuto il permesso d'abbattere i resti della torre, con le pietre recuperate fece innalzare muraglie di contenimento e terrazzare le pendici del ripido colle. All'interno del parco furono realizzati abbellimenti e strutture come ad esempio l'anfiteatro con una capienza d'oltre duecento posti, il Roccolo per la caccia, sorto al posto della diruta torre o la Casina Turca, interamente affrescata. Secondo la moda d'allora, il Terrosi ed i suoi discendenti curarono la raccolta di reperti archeologici prove-nienti dagli scavi effettuati nelle sue proprietà vicino Chiusi ed il parco s'arricchi di sarcofaghi ed urne cinerarie etrusche, di statue antiche o classicheggianti. Fu ricostruita la tomba etrusca della Pania, dopo essere stata smontata e prelevata dal luogo del ritrovamento. II Parco, proprietà privata, e visitabile con guida in alcuni periodi dell'anno.

II Castello di Camporsevoli - L'origine del caratteristico Borgo di Camporsevoli è riconducibile ad un insediamento etrusco che dovette sorgere nelle vicinanze. Le prime notizie certe sono rintracciabili in un atto di confinazione redatto ai tempi di Federico Barbarossa, ma non appare improbabile che Camporsevoli appartenesse al territorio dell'antico Ducato Longobardo di Chiusi ed in seguito alla Contea che ne prese il posto. Dopo il frazionamento della Contea, Camporsevoli passo ad un ramo degli antichi Conti Farolfingi (forse ai Visconti di Campiglia). Negli anni 1232-1235 il castello di "Camporseldule" fu teatro di un'aspra contesa per il suo possesso fra i senesi e gli orvietani, conclusasi a favore di questi ultimi grazie all'intervento fiorentino. Rimasto nella sfera d'influenza del comune umbro almeno fino alla metà del 1300, Camporsevoli divenne feudo della nobile famiglia dei Montemarte fino a quando, coinvolto nelle lotte intestine delle famiglie orvietane, nel 1352 fu assalito e distrutto dalle truppe ghibelline del Prefetto di Vico che ne abbatterono le mura. Passato in mano ai Visconti di Campiglia, nel 1432, dopo aver subito ripetuti assalti e danni da parte di truppe senesi, il castello divenne proprietà della famiglia Piccolomini; Papa Pio II ne fece dono ai propri nipoti Giacomo e Andrea che nel 1464 lo alienarono alla Repubblica di Siena. Nel 1559, dopo la caduta della libera Repubblica Senese, i Medici misero le mani sul castello di Camporsevoli suscitando le rimostranze del Papa. Dopo lunghi contrasti ottennero il castello con il titolo di Vicari Apostolici, ma sorsero nuovi diverbi con i Malaspina che accampavano diritti sulla meta del feudo. Detti diritti vennero dai Ma-laspina ceduti alla Granduchessa Maria Maddalena d'Austria che, a sua volta, li passò al nobile fiorentino Niccolo Giugni al quale, finalmente, nel 1630, Ferdinando II concesse l'intero feudo. Con la soppressione napoleonica dei feudi, Camporsevoli venne accorpato dapprima a San Casciano dei Bagni, poi, a Cetona. Oggi dell'antico castello restano solo alcuni tratti di mura e la porta d'accesso, mentre il corpo centrale del fabbricato e stato rimpiazzato da una villa. A ridosso del-la villa e la chiesa dei Santi Maria e Giovanni. Questa venne edificata dai Piccolomini nel 1500 forse su una piu antica fondazione, identificabili nella "Plebem Sanctae Mariae de Spino cum Cappella Sancti Johannis et massaritiis" citata da Papa Celestino III nella Bolla del gennaio 1191 con la quale venivano confermati i possessi della Chiesa chiusina al vescovo Teobaldo. II campanile a forma di torre mer-lata e stato costruito in questo secolo.